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L'area del lago di Como è ricca di storia e tradizione,
e il missoltino è molto legato come prodotto alla tradizione
di quest'area della Lombardia.
Il Missoltino è protagonista nei luoghi Manzoniani ed è
stato uno dei prodotti poveri di quell'epoca.
Misultitt è il plurale di missultin, vocabolo del dialetto
lariano con cui si indica un pesce, l’agone, quando viene
essiccato e trattato in modo da divenire uno dei piatti più
tipici della cucina locale; il termine misultitt viene italianizzato
in missoltini. I missoltini sono tipici del Centro e dell’Alto
Lago.
Da cosa derivi il termine missultin non è chiaro, qualcuno
dice che è forse proprio all'uso del sale (messi sotto
sale) che devono il loro nome oppure, come dicono in zona, che
significhi “messi nei tini”, ossia le missolte, contenitori
in cui si torchiavano per far sgocciolare l'olio una volta esiccati.
Sul missoltino esistono anche alcune recenti leggende. Una di
queste narra che devono il loro nome alla bella Miss Holdin turista
svedese di fine '800 che per ricambiare l'ospitalita' dei pescatori
del lago di Como , insegno' loro questa tecnica di conservazione
tipica del Nord.
Oggi i missoltini sono stati inseriti dalla regione Lombardia
nell’elenco dei prodotti tradizionali della provincia di
Como, sottoposti a tutela per mezzo di un essenziale disciplinare
che ne prevede le modalità di lavorazione e le caratteristiche
fisiche ed organolettiche. Ma negli anni passati sono stati un
prodotto a rischio di estinzione, che solo la caparbia volontà
della gente del lago è riuscita a conservare. In commercio
se ne trovano pochi ed è possibile consumarli solo in qualche
ristorante o alle sagre di paese, di cui quella di Mezzegra è
sicuramente la più importante.
I missoltini sono agoni disseccati. L’agone (Alosa finta
lacustris) è un pesce che appartiene al genere delle alose
e alla famiglia dei clupleidi, di cui è un parente stretto
l’aringa. La pesca dell’agone è tradizionalmente
regolamentata (fin dal Medioevo) e avviene nei mesi di giugno
e luglio, con diverse tecniche (rete, bilancere, esche artificiali).
Per diventare missoltino, l’agone subisce una complessa
lavorazione: i pesci vengono privati delle interiora (la curada),
strofinati con sale e, dopo un eventuale taglio dorsale, vengono
deposti in una marmitta, ancora con sale, ove vengono rivoltati
ogni 12 ore. La quantità di sale è critica per la
successiva lavorazione. Dopo un paio di giorni, vengono risciacquati
e infilzati in uno spago, così da poterli essiccare all’aria
aperta. L’essicamento procede per alcuni giorni, poi i pesci
sono disposti in una latta (misolta, originariamente di legno),
insieme afoglie di alloro. Le latte vengono incoperchiate e il
coperchio (di legno) esercita una leggera pressione, modulata
dalla sovrapposizione di più latte e da sassi. La pressatura
procede per un paio di mesi eliminando l’olio fuoriuscito.
Questo procedimento è esclusivamente artigianale.
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